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appena partorito ero completamente fuori, ridevo di una risata isterica e liberatoria.
Il medico stava ricucendo ciò che poco prima aveva tagliato con una forbice da macellaio. non avevo sentito assolutamnte nulla se non il rumore delle lame che tranciano un qualsisi pezzo di carne.
ridendo: - mi raccomando dottore, visto che è là, faccia un bel lavoro, bella stretta ehh, meglio di quella di prima.
ridendo: - Per aver appena partorito, lei mi pare particolarmente sveglia.
ridendo : - non sono sveglia, sono completamente svalvolata.
(fumerei volentieiri una cicca -questo l'ho solo pensato non l'ho mai detto a nessuno)
Soffro d'insonnia, l'altra notte ho coniato questo, non è gran che, ma ho deciso che sarà questo il mio necrologio d'altronde non è che servano molte parole.
Tanti anni fa, quando abitavo ancora con i miei una mattina tornando a casa alle cinque di mattina, non troppo sobria, trovai un biglietto sul cuscino. Era una biglietto che aveva scritto mia madre.
- nati non fummo per vivere come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza -
ci penso ancora e penso che fra tutte le prediche che mi faceva per la mia vita da giovane scellerata, queste poche parole scritte sono le uniche che mi ricordo.
Aveva ragione lei, aveva ragione Dante lo so. Malgrado questa mia consapevolezza, non ho perso ancora quell' insana abitudine, solo che ora esco molto meno, ma quando esco non mi riservo limiti e sinceramente anche le mie virtù e conoscenze arrancano e sono piuttosto deboli.
Basta, non volevo dire niente di particolare è solo un ricordo che mi è riaffiorato leggendo uno status su facebook.
O forse è solo modo per sbloccarmi, ed iniziare a riempire questo foglio bianco.
Succede che sono stata nominata responsabile della squadra anticendio. Perchè? perchè come al solito non so dire di no. L'ingegnere che ci forma è una formosa mora altezzoza strafottente, con un senso dello humor a meno trenta. Si presenta alla preparazione della prova con: tacco 12, un abito nero lungo con spacco laterale, decolletè tracimante ornato di paillettes, unghie laccate di un rosso rutilante, manco fosse la serata di capodanno all'Hotel Tre Palle, invece sono semplicemente le 10 di mattina di un afoso giovedì nel parcheggio del municipio di un minuscolo paese novello leghista , avanposto fino a pochi giorni fa della circoincisa sinistra veneta, scomparsa definitivamente, ma questo è un altro discorso.
La strega dirige il piccolo gruppo a conoscere quell'essere sconosciuto che è l'idrante ed afferma che si procede prima con l'aprire il flusso dell'acqua, e poi ad attaccare la manichetta. Io intervengo timidamente sostenendo che forse sarebbe meglio prima attaccare la manichetta e dopo aprire l'acqua. Con un ghigno malefico, per forza di cose, mi da ragione.
Poi continua nella sua personale lapdance mattutina e dopo aver attaccato la manichetta tenta di aprire il rubinetto dalla parte opposta a quello che normalmente si apre qualsiasi cosa, anche il vaso di marmellata per dire, non solo viti e bulloni. Praticamente l'ingegnera moracciona persisteva nel chiudere il rubinetto malgrado fossero forgiate sulla ghisa una bella C e una bella A. Mi pare chiaro anche per lo scemo del villaggio. Io osservo e sto zitta. A questo punto la signora afferma che molto probabilmente l'ingranaggio è molto vecchio ed arrugginito e ci vorrebbe un uomo forzuto o per lo meno qualcosa per fare leva ...e si arrende dall'intenzione di aprire il rubinetto. Mi avvicino all' idrante e giro con leggiadria il rubinetto nel verso giusto... l'acqua sgorga semplicemente, alle volte per dire con una bottiglietta d'acqua ho più difficoltà.
L'addestramento contitnua fino a quando mi azzardo a chiamare la manichetta, pompa. Perchè secondo me, una cosa che si attacca ad un rubinetto è una pompa e forse non è così giusto perchè è troppo generico e la pompa è almento anche altre due cose, mentre la manichetta è solo una minchia di manichetta. L'ingegnera stizzita mi riprende come una maestrina isterica sottolineando che, non si chiama pompa, ma si chiama appunto manichetta. Io come al solito sto zitta, perchè? perchè non ho mai la risposta pronta, perchè mi spiazza tutta questa aggressività, perchè sono fatta così, e poi...e poi mi viene la risposta giusta, tardi ma mi viene:
- è vero ha ragione, ma anche lei ingegnere non mi pare molto esperta con le manichette a fare una pompa invece, la vedo molto, ma molto bene.
Sì lo so, qualcuno l'ha già vista

a me questa foto piace proprio tanto.
Come è fatta? dall'nterno di un tunnel lungo circa dieci metri fatto con i nastri tape. (circa meno quasi)
quando sono arrivata ad abitare in questo piccolo borgo dimenticato da dio e dagli uomini, c'erano solo anziani, poi altre tre coppie giovani sono arrivate.
Sono un po' di sere che quattro i bambini giocano nella stradina con le biciclette, entrano ed escono dai giardini, si devertono mentre io le mamme e qualche altra vicina più anziana chiaccheriamo del più e del meno con qualche battuta...calda...
mi piace questa realtà in odore di tempi passati, quando io ero tra i bambini e mi divertivo con la bicicletta a correre su e giù per la stradina vicino casa.
è vero, le vicine non sono il mio ideale perfetto, ma non importa, credo che l'adattarsi sia fondamentale e indispensabile per un quieto vivere.
d'altronde mia cara, ti commuovi per il più stupido film d'amore, piangi con i cartoni animati, pensavi forse che un gruppo di bambinetti che si divertono non ti crepasse il cuore?
ora che ho il gazebo
quasi quasi mi sposo
Certe cose le pensi,
le dici, ma non riesci a farti capire, non è così che volevi dirle, poi leggi in giro e trovi chi le dice per te
http://divara.splinder.com/post/20721735#comment
e allora...
e allora vorresti chiudere il blog.
(che ci fai in mezzo a 'sta gente Silvia! che ci fai)
Ho un’amica ha di piede porta il 34.
Il 34…
Io non ho neanche memoria di quando portavo il 34.
Ricordo che in seconda elementare, uscii di casa con le mi scarpette da bambina di seconda elementare e nascoste nella cartella c’erano le scarpe di mia sorella con la zeppa, girato l’angolo di casa me le infilai. Erano il 36.
A 13 anni , riuscii a comprarmi con i risparmini un paio di asics per giocare a pallavolo, numero 40. Fortunatamente la podo-crescita si è arrestata nel 1983, penso sempre che i miei piedi siano molto più vecchi di me.
Anche il mio naso, non è proprio un nasino ed era già grande quando ero piccola. Sempre alle medie i miei compagni mi perculavano dicendo “arriva la Silvia! anzi no, arrivano prima i piedi poi il naso poi arriva la Silvia ah ah ah” in effetti non potevo dargli torto…
Anche le mie mani sono grandi.
Io ogni tanto ci penso alle mie appendici terminali. E penso che con questi presupposti, se fossi stata un uomo, quel complesso lì…quello che passa per la testa di tutti gli uomini, non lo avrei avuto.
Aggiornamento:
ho corretto un po' di cose 'sto post era scritto con i piedi.
Io ADORO quest'uomo, sarà che subisco il fascino dei capelli brizzolati, sarà che fuma come un turco, sarà il suo geniale modo di scrivere, sarà che è un amico ed io, agli amici, voglio anche un gran bene.
http://trentamarlboro.splinder.com/post/20598564#20598564
...che sarà, che sarà, che saraaaa...
L’altro giorno mettendo apposto vecchie carte mi sono imbattuta in un tema o prova del periodo delle superiori. Riguardava un libro che avevo letto: Madame Bovary.
Il tema non è male e mi stupisco di quante cose abbia dimenticato. Inizia con un quadro generale del realismo francese la visione negativa della borghesia, la capacità di Flaubert di rendere interessante anche una storia che non aveva nulla di interessante ecc. ecc, ma io mi soffermo a pensare sulla descrizione che avevo dato del personaggio protagonista Emma Bovary. La sua superficialità, la poca intelligenza, l’ impersonificarsi nelle eroine di qualche romanzetto di basso livello e ancora il suo romanticismo esasperato, la mancanza di morale, il male del desiderio, insomma le cose che tutti abbiamo studiato. Sicuramente mi rifacevo alla critica canonica studiata in qualche antologia. Presi anche un bel voto 7 e mezzo, malgrado qualche errore di ortografia che tutt’ora mi perseguita, accenti e apostrofi. Tuttavia ancora non mi spiego come mai io sia in possesso di uno scritto con il voto. Vabbé, non importa non è questa la conclusione che ne ho tratto.
Ebbene sì, a me Madame Bovary in verità era simpatica e mi faceva anche tenerezza, diciamolo dai, quanto noioso era il marito Charles, povera crista.
Mi chiedo se sia meglio restare chiusi fuori di casa, oppure restare chiusi in casa perchè qualcuno ti ha chiuso dentro e si è portato via tutte le copie delle chiavi. Fortuna che abito al piano terra e dunque io bimbo e cane abbiamo traslocato dalla finestra.
Non che sia la prima volta per carità ma, le mie mattinate ultimamente sono sempre movimentate e condite di qualche "simpatico" imprevisto. Quei generi di imprevisti che ti svegliano anche se non vuoi e ti fanno tirare giù qualche santo, così, di prima mattina e diciamolo, non è proprio il modo migliore di iniziare, a me per esempio, piacerebbe anche svegliarmi cantando.
Buona giornata a VOI.
...vedrai, vedraaaii che un giorno cambierà forse non sarà domani...
Decidere di fare una vacanza lampo a Roma con un bambino di quattro anni, può rivelarsi molto impegnativo.
Improvvisare di andare nella bellissima Trastevere che, tra l'altro non avevo mai visto, per rendersi conto che della movida dell'aperitivo a tuo figlio "non gliene può fregà de meno" e te lo dimostra nella maniera più limpida, abbassandosi i pantaloni nel bel mezzo della piazzetta pisciando innocentemnete sulle scarpe di qualche pischello.
L'indomani, cielo a pecorelle pioggia a catinelle. Impavidi, ma più che altro disperati, decidiamo di uscire ed appellarsi a San Pietro, che forse dato l'evento della nostra presenza al suo cospetto in qualche modo decida di commuoversi e far cessare la pioggia. Eppure tutto ciò non ci sembrava sufficiente, visti i curricula, e continuamo nella nostra pinitenziagiete con un giro sui pulman di Roma Cristiana (ebbene sì Roma Cristinana, non è facile credetemi ammettere certe verità) e con questo ultimo atto, finalmente la divina provvidenza ci ha ascoltato. Come per miracolo la pioggia cessa giusto, giusto quando finiamo il giro di Roma Cristiana ed imbocchiamo via della Conciliazione con il sole che ci abbaglia poco prima di accasciarsi dietro er cuppolone.
Mentre scendevo dal Pulman congelata mi sono sentita come Augusta e ho guardato il mio Remo imbachettato come uno stoccafisso. Solo che loro andavano alla biennale, noi invece in pellegrinaggio.
