fino a qui tutto bene, il problema è l'atterraggio

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Utente: silice
Nome: Silvia
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venerdì, 20 novembre 2009
Serve un aiutino?

Tutto comincia con questa frase intimidatoria, Serve un aiutino? a nulla vale il diminutivo per mascherare l'intenzione dispotica.
Quel "ti serve un aiutino" in verità è un: sei entrata tosoro, sei entrata di tua spontanea volontà   sapevi a cosa andavi incontro, qui ci sono io e non c'ho un cazzo da fare, mi stai sulle balle, ma non te lo dimostro, sei vestita come una barbona di vent'anni fa e io non ti mollo più. Ma sarò gentile con te.  Dispensarò sorrisini in loop perchè il mio dovere è essere gentile, me lo hanno insegnato al corso che ho fatto quando mi hanno assunta. Nel frattempo invierò  messaggini, senza guardare la  tastiera del cell  infilato nella minuscola taschina dei miei jeans attillattissimi che mi fanno un culo,  che manco Manara.

Solitamente le commesse sono giovani e fighe e anche se hanno qualche hanno in più sono fighe comunque e vestono come delle liceali.

Poi parlano. Perchè le commesse parlano sempre con la voce da bambina piccola? perchè biascicano e ammiccano?

- grazie, do solo un occhiata...

perchè tu quando entri non è che volevi proprio qualcosa di preciso e definito, vuoi qualcosa che non sai cos'è è una voglia indefinita un languorino sfizioso...
Mentre lei ti marca a uomo e rimette a posto ogni cosa prima che tu la tocchi, prima che tu la veda, lei la sistema, la piega, assetta, riassetta e non resetta.

Poi te la provi. Ti stà da cani quella cosa. Ciòè, tu hai visto le foto con quel completino e gli stivali e la borsa,  la manquenn era perfetta, con quel passo sciolto e disinvolto. Addosso a te no. Non è uguale. Se ti va bene ossomigli alla fruttarola quarantenne del mercato rionale.

Ma lei, la commessa, ti convincei.

- Sì è un po' azzardato ma ti slancia, lo vedi come ti slancia? è perfetto! adesso sei così "sportiva" ma metti due lampade, un po' di trucco un taglio di capelli, una liposuzione una mastosplastica due mesi di palestra, lo vedi  è perfetto. Guarda credimi, stai benissimo.

Alla fine  lo prendi. Non sai perchè lo prendi ma soprattutto  perchè la tipa ti è stata dietro un casino e non hai il coraggio di contraddirla, alla fine pensi che come ti vedi tu è meno peggio di come tivedono gli altri e ti autoconvinci.

Poi quando arrivi a casa lo riprovi e vedi la realtà. Un disastro.
Lo riponi nell'  armadio con l'etichetta, e pensi, sì,  ok giuro domani mi iscrivo in palestra. Cazzo 200 euro e non lo metterò mai.

Ne sono convinta i negozi hanno gli specchi contraffatti, come quelli dei labirinti ai luna park.

Postato da: silice a 22:50 | link | commenti

martedì, 03 novembre 2009
LSD is nothing

appena partorito ero completamente fuori, ridevo di una risata isterica e liberatoria.
Il medico stava ricucendo ciò che poco prima aveva  tagliato con una forbice da macellaio.  non avevo sentito assolutamnte nulla  se non il rumore delle lame che tranciano un qualsisi pezzo  di carne.

ridendo:  - mi raccomando dottore, visto che è là,  faccia un bel lavoro, bella stretta ehh,  meglio di quella di prima.

ridendo: - Per aver appena partorito, lei mi pare particolarmente sveglia.

ridendo : -  non sono sveglia, sono completamente svalvolata.

(fumerei volentieiri una cicca -questo l'ho solo pensato non l'ho mai detto a nessuno)

Postato da: silice a 20:59 | link | commenti (4)

venerdì, 30 ottobre 2009
La notte porta consiglio

Soffro d'insonnia, l'altra notte ho coniato questo, non è gran che, ma ho deciso che sarà questo il mio necrologio d'altronde non è che  servano molte parole.


Tranquilli, ho  raggiunto gli altri,
con voi ci vediamo più tardi.

P.s. porté da bever

Postato da: silice a 22:55 | link | commenti (3)

venerdì, 16 ottobre 2009
...

 Tanti anni fa, quando abitavo ancora con i miei una mattina tornando a casa alle cinque di mattina, non troppo sobria, trovai un biglietto sul cuscino. Era una biglietto che aveva scritto mia madre.

 - nati non fummo per vivere come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza -

ci penso ancora e penso che fra tutte le prediche che mi faceva per la mia vita da giovane scellerata, queste poche parole scritte sono le uniche che mi ricordo.

Aveva ragione lei, aveva ragione Dante lo so. Malgrado questa mia consapevolezza,  non ho perso ancora quell' insana abitudine, solo che ora esco molto meno,  ma quando esco non mi riservo limiti e sinceramente anche le mie virtù  e conoscenze arrancano e sono piuttosto deboli.

Basta, non volevo dire niente di particolare è solo un ricordo  che mi è riaffiorato leggendo uno status su facebook.

O forse è solo modo per sbloccarmi, ed iniziare a riempire questo foglio bianco.

Postato da: silice a 14:07 | link | commenti (2)

martedì, 22 settembre 2009
forse non lo sai ma pure questo è ammmore

Fondamentalmente il mio problema è che mi innamoro, non lo dimostro, ma mi innamoro anche piuttosto facilmente.
Seduta a quella lunga tavolata in una calda serata di fine estate me li guardo tutti i miei amati commensali me li guardo, me li ascolto e me li godo perché voglio saziarmi della loro presenza.
E Penso.
Penso a quanto mi piace il sarcasmo tagliente del tenero Loma, a quanto mi piace ascoltare Igor mentre parla di musica, a come la Pillow riesce ad avere sempre la battuta perfetta ed al suo ricco  vocabolario.  Ascolto la sonorità delle parole del Trenta, impossibile non amarlo. Guardo la Divara la sua elegante riservatezza, ma so che fra un po’ esploderà e non saranno mai banalità le sue. La loquacità a cascata e le riflessioni della Daisy. Guardo il Dud galant’uomo per eccellenza che ti accoglie e ti coccola facendoti sentire sempre a tuo agio.
Penso alla tenacia della Ninna, che non molla mai e combatte sempre. Guardo il Pizzi e riesco a toccare la densa allegria che  trasmette a tutti incondizionatamente.  Il Dree e la sua calma apparente, in verità mente in movimento perpetuo, cento ne pensa e mille ne fa. Il Mario mio vicino di tavola sempre comunque e dovunque e sia ben chiaro che io voglio solo lui al mio fianco. La disponibilità di Veronica,  sappi mia cara, che quella descrizione di New York me la sono segnata ed un giorno ti citerò. L’ilarità serena di una radiosa e soprattutto paziente Lucia. La Alluccia fresca di nuovo amore. Incrocio lo sguardo di Nicoletta e ho la  certezza che il  sorriso che mi regala  è solo per me e non per altri.
Per un attimo intravedo la camicia del biondo… sorvolo… :-) scherzo, anche lui grande ospite inside.
Poi l’indomani ci sono gli altri, il bohemienne Maxpotter, maudit per forza, ma la dannazione è la sua forza.
La Searching,  occhi grandi color di foglia, così delicata ed insieme così forte e decisa.
Quel gran figo del Max Ceron che nessuno manco lui mi ha presentato.
 
 
Che fa da sfondo, Udine, allegra e caotica che per tre giorni  si atteggia caput mundi con  il suo torrente argentato...e allora come si fa a non innamorarsi.

Grazie.


Postato da: silice a 15:23 | link | commenti (12)

venerdì, 31 luglio 2009
Pompe manici manichette e...pompini

Succede che sono stata nominata responsabile della squadra anticendio. Perchè? perchè come al solito non so dire di no. L'ingegnere che ci forma è una formosa mora altezzoza strafottente, con un senso dello humor a meno trenta. Si presenta alla preparazione della prova  con:  tacco 12, un abito nero lungo con spacco laterale, decolletè tracimante  ornato di paillettes,  unghie laccate di un rosso rutilante, manco fosse la serata di capodanno all'Hotel Tre Palle, invece  sono semplicemente  le 10 di mattina di un afoso giovedì nel parcheggio del municipio di un minuscolo paese novello leghista , avanposto fino a pochi giorni fa della circoincisa sinistra veneta, scomparsa definitivamente, ma questo è un altro  discorso.

La strega dirige il piccolo gruppo a conoscere quell'essere sconosciuto che è l'idrante ed afferma  che si procede prima con l'aprire il flusso dell'acqua,  e poi ad  attaccare la manichetta. Io intervengo timidamente sostenendo che forse sarebbe meglio prima attaccare la manichetta e dopo aprire l'acqua. Con un ghigno malefico, per forza di cose,  mi da ragione.

Poi continua nella sua personale lapdance mattutina e dopo aver attaccato la manichetta tenta di aprire il rubinetto dalla parte opposta a quello che normalmente si apre qualsiasi cosa, anche il vaso di marmellata per dire, non solo viti e bulloni. Praticamente  l'ingegnera moracciona persisteva nel chiudere il rubinetto malgrado fossero forgiate sulla ghisa una bella C e una bella A. Mi pare chiaro anche per lo scemo del villaggio. Io osservo e sto zitta.   A questo punto la signora afferma che molto probabilmente l'ingranaggio è molto vecchio ed  arrugginito e ci vorrebbe un uomo forzuto o per lo meno qualcosa per fare leva ...e si arrende dall'intenzione di aprire il rubinetto.   Mi avvicino all' idrante e giro con leggiadria il rubinetto nel verso giusto... l'acqua  sgorga semplicemente,  alle volte per dire con una bottiglietta d'acqua ho più difficoltà.

L'addestramento contitnua fino a quando   mi azzardo a chiamare la manichetta, pompa. Perchè secondo me, una cosa che si attacca ad un rubinetto è una pompa e forse non è così giusto perchè è troppo generico e la pompa è almento   anche altre due cose,  mentre la manichetta è solo una minchia di manichetta. L'ingegnera stizzita mi riprende come una maestrina isterica sottolineando che,  non si chiama pompa, ma si chiama appunto  manichetta. Io come al solito sto zitta, perchè? perchè non ho mai la risposta pronta, perchè mi spiazza tutta questa  aggressività, perchè sono fatta così,  e poi...e poi mi viene  la risposta giusta, tardi ma mi viene:

 - è vero ha ragione, ma anche lei ingegnere non mi pare molto esperta con le manichette a fare una pompa invece, la  vedo molto, ma molto bene.

Postato da: silice a 21:17 | link | commenti (6)

lunedì, 13 luglio 2009
...

Sì lo so, qualcuno l'ha già vista

Chiesa della Misericordia Biennale di Venezia 2009

 

a me questa foto piace proprio tanto.

Come è fatta? dall'nterno di un tunnel lungo circa dieci metri fatto con i nastri tape. (circa meno quasi)

Postato da: silice a 21:03 | link | commenti

giovedì, 09 luglio 2009
più tenerona che mai

quando sono arrivata ad abitare in questo piccolo borgo dimenticato da dio e dagli uomini, c'erano solo anziani, poi altre tre coppie giovani sono arrivate.

Sono un po' di sere che  quattro i bambini giocano nella stradina con le biciclette,  entrano ed escono dai giardini, si devertono mentre  io  le mamme e qualche altra vicina più anziana chiaccheriamo del più e del meno con qualche battuta...calda...

mi piace questa realtà  in odore di tempi passati, quando io ero tra i bambini e mi divertivo con la bicicletta a correre su e giù per la stradina vicino casa.

è vero, le vicine non sono il mio ideale perfetto, ma non importa, credo che l'adattarsi sia fondamentale e indispensabile per un quieto vivere.

d'altronde mia cara, ti commuovi per il più stupido film d'amore, piangi con i cartoni animati, pensavi forse che un gruppo di bambinetti che si divertono non ti crepasse il cuore?

Postato da: silice a 22:12 | link | commenti (2)

martedì, 30 giugno 2009
tutto questo bianco...

ora che ho il gazebo

the gazebo  quasi quasi mi sposo

Postato da: silice a 20:49 | link | commenti (2)

giovedì, 11 giugno 2009

Certe cose le pensi,

le dici, ma non riesci a farti capire, non è così che volevi dirle, poi leggi in giro e trovi chi le dice per te

http://divara.splinder.com/post/20721735#comment

e allora...

e allora vorresti chiudere il blog.

(che ci fai in mezzo a 'sta gente Silvia! che ci fai)

Postato da: silice a 19:38 | link | commenti (4)

giovedì, 28 maggio 2009
Pensiero profondo

Ho un’amica ha di piede porta il 34.

Il 34…

Io non ho neanche memoria di quando portavo il 34.

Ricordo che  in seconda elementare, uscii di casa con le mi scarpette da bambina di seconda elementare e nascoste nella cartella c’erano le scarpe  di mia sorella con la zeppa, girato l’angolo di casa me le  infilai. Erano il 36.

 

A 13 anni , riuscii a comprarmi con i risparmini un paio di asics per giocare a pallavolo, numero 40. Fortunatamente la podo-crescita si è arrestata nel 1983, penso sempre che i miei piedi siano molto più vecchi di me.

 

Anche il mio naso, non è proprio un nasino ed era già grande quando ero piccola. Sempre alle medie i miei compagni  mi perculavano dicendo “arriva la Silvia! anzi no,  arrivano prima i piedi poi il naso poi arriva la Silvia ah ah ah” in effetti non potevo dargli torto…

 

Anche le mie mani sono grandi.

 

Io ogni tanto ci penso alle mie appendici terminali. E penso che con questi presupposti, se fossi stata un uomo, quel complesso lì…quello che passa per la testa di tutti gli uomini,  non lo avrei avuto.

Aggiornamento:

ho corretto un po' di cose 'sto post era scritto con i piedi.

Postato da: silice a 12:29 | link | commenti (6)

venerdì, 22 maggio 2009
Piacevoli sorprese del venerdì

Io ADORO quest'uomo, sarà che subisco  il fascino dei capelli brizzolati, sarà che fuma come un turco, sarà il suo geniale modo di scrivere,  sarà che è un amico ed io, agli amici,  voglio anche un gran bene.

http://trentamarlboro.splinder.com/post/20598564#20598564

...che sarà, che sarà, che saraaaa...

Postato da: silice a 14:13 | link | commenti (5)

venerdì, 15 maggio 2009
Revisionismo storico (del tutto personale)

L’altro giorno mettendo apposto vecchie carte mi sono imbattuta in un tema o prova del periodo delle superiori. Riguardava un libro che  avevo letto: Madame Bovary.

 

Il tema non è male e mi stupisco di quante cose abbia dimenticato.  Inizia con un quadro generale del  realismo francese la visione negativa della borghesia, la capacità di Flaubert di rendere interessante anche una storia che non aveva nulla di interessante ecc. ecc, ma io  mi  soffermo a pensare sulla  descrizione che avevo dato  del personaggio protagonista  Emma Bovary.  La sua superficialità, la  poca intelligenza, l’ impersonificarsi nelle eroine di qualche romanzetto di basso livello e ancora  il suo romanticismo esasperato, la mancanza di  morale, il male del desiderio, insomma le cose che tutti abbiamo studiato. Sicuramente mi rifacevo alla critica canonica studiata in qualche antologia. Presi anche un bel voto 7 e mezzo, malgrado qualche errore di ortografia che tutt’ora mi perseguita, accenti e apostrofi. Tuttavia  ancora non mi spiego come mai  io sia in possesso di uno scritto con il voto. Vabbé,  non importa non è questa la conclusione che ne ho tratto.

 

Ebbene sì, a me Madame Bovary  in verità era simpatica e mi faceva anche tenerezza, diciamolo dai, quanto noioso era il marito Charles, povera crista.

Postato da: silice a 13:37 | link | commenti

giovedì, 14 maggio 2009
quando il buongiorno si vede dal mattino

Mi chiedo se sia meglio restare chiusi fuori di casa, oppure restare chiusi in casa perchè qualcuno ti ha chiuso dentro e si è portato via tutte le copie delle chiavi. Fortuna che abito al piano terra e dunque io bimbo e cane abbiamo traslocato dalla finestra.

Non che sia la prima volta per carità ma, le mie mattinate ultimamente sono sempre movimentate e condite di qualche "simpatico"  imprevisto. Quei generi di imprevisti che ti svegliano anche se non vuoi e ti fanno tirare giù qualche santo, così,  di prima mattina   e diciamolo, non è proprio  il modo migliore di iniziare, a me per esempio,  piacerebbe anche svegliarmi cantando.   

Buona giornata a VOI.

...vedrai,  vedraaaii che un giorno cambierà forse non sarà domani...

 

Postato da: silice a 12:09 | link | commenti (1)

giovedì, 30 aprile 2009
Vacanze Intelligenti

Decidere di fare una vacanza lampo a Roma con un bambino di quattro anni, può  rivelarsi molto  impegnativo. 

Improvvisare  di andare nella bellissima Trastevere che, tra l'altro non avevo mai visto, per rendersi conto che della movida dell'aperitivo a tuo figlio  "non  gliene può fregà de meno" e te lo dimostra nella maniera  più limpida, abbassandosi i pantaloni nel bel mezzo della  piazzetta pisciando innocentemnete sulle scarpe di qualche pischello.

L'indomani,  cielo a pecorelle pioggia a catinelle. Impavidi, ma più che altro disperati,  decidiamo di uscire ed appellarsi a   San Pietro, che forse dato l'evento della nostra presenza al suo cospetto in qualche modo decida di  commuoversi e far cessare la pioggia.  Eppure tutto ciò non ci sembrava sufficiente, visti i curricula, e continuamo nella nostra pinitenziagiete con un giro sui pulman di Roma Cristiana (ebbene sì Roma Cristinana, non è facile credetemi ammettere certe verità) e con  questo ultimo atto, finalmente la divina provvidenza ci ha ascoltato. Come per miracolo la pioggia cessa giusto, giusto quando  finiamo il giro di Roma Cristiana ed imbocchiamo via della Conciliazione con  il sole che ci abbaglia poco prima di accasciarsi dietro er cuppolone.

Mentre scendevo dal Pulman  congelata  mi sono sentita come Augusta e ho guardato il mio  Remo imbachettato come uno stoccafisso.  Solo che loro andavano alla biennale, noi invece in pellegrinaggio.

saluti da roma

Postato da: silice a 22:24 | link | commenti (14)



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